Quadro RT cripto 2026: più istruzioni più incertezze. Le istruzioni del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (periodo d’imposta 2025) dedicano una sezione del quadro RT alle plusvalenze da cripto-attività. Sulla carta è tutto ordinato: righi, colonne, soglie, regimi. Nella pratica, però, il linguaggio usato (e l’impostazione del calcolo) continua a trascinare nel cripto categorie nate altrove.
Qui non facciamo “teoria”: leggiamo cosa chiedono le istruzioni e dove, secondo me, si annidano i dubbi operativi. Istruzioni Modello Fiscale 2026 PF
Quadro RT – Sezione V-A cripto-attività: cosa dice l’istruzione
La Sezione V-A del quadro RT “deve essere compilata” per dichiarare plusvalenze e altri proventi da cripto-attività e chiarisce subito:
- Imposta sostitutiva 26% sulle plusvalenze/proventi dichiarati in sezione. PF2_istruzioni_2026
- Le plusvalenze hanno un trattamento diverso in base a quando è stata effettuata la cessione:
- fino al 31/12/2024 rilevano solo per la parte che eccede 2.000 euro nel periodo;
- dal 1/1/2025 rilevano senza limite d’importo.
- La plusvalenza è (in sintesi) corrispettivo percepito (o valore normale in caso di permuta) meno costo/valore di acquisto.
Fin qui: regole “dichiarative” chiare. Il problema nasce quando le istruzioni passano dalla regola generale alla meccanica di compilazione.
Il fulcro delle incertezze: separazione “ante 1/1/2025” e “dal 2025” costruita sui “corrispettivi percepiti”
Quadro RT cripto 2026: più istruzioni più incertezze. Le istruzioni dicono che i righi RT41–RT45 servono a calcolare il reddito imponibile relativo alle plusvalenze cripto i cui corrispettivi sono stati percepiti nel periodo d’imposta, “distinguendo”:
- corrispettivi legati a cessioni antecedenti al 1° gennaio 2025;
- corrispettivi legati a cessioni dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025.
Qui si innesta la frizione: nel mondo exchange retail, “vendo e incasso” tende a coincidere (o quasi). Nel cripto, inoltre, il concetto di “percezione” può diventare scivoloso se lo si forza dentro schemi tradizionali (fiat vs stablecoin, conversioni, permute, disponibilità effettiva, ecc.). Le istruzioni, però, scelgono un’impostazione che presuppone la possibilità di cessione in un anno e percezione in un altro—e la trasformano in architettura del quadro.
RT41: come le istruzioni “mappano” il mondo cripto in colonne
Per capire dove nasce l’ambiguità, basta guardare RT41:
- RT41 col. 1–2 (ante 1/1/2025): indicare “il totale dei corrispettivi percepiti” (o valore normale in permuta) relativi a cripto-attività con cessioni antecedenti al 2025; in col. 2 il costo di acquisto. PF2_istruzioni_2026
- RT41 col. 3–4 (dal 1/1/2025): indicare “il totale dei corrispettivi percepiti” (o valore normale) relativi a cessioni dal 2025; in col. 4 il costo di acquisto.
Questo impianto è coerente con l’obiettivo “normativo” (soglia pre-2025 / niente soglia dal 2025). Ma è proprio questa separazione, basata su “percepito”, che apre più porte interpretative di quante ne chiuda.
RT57: la soglia 2.000 euro “vive” nel calcolo (e raddoppia le letture)
Il rigo RT57 è la conferma che la separazione non è cosmetica: è un meccanismo di calcolo.
Le istruzioni dicono che:
- per la parte ante 2025, in RT57 col. 2 va indicata la differenza positiva tra RT41/RT42 (col.1) e i relativi costi (col.2) “per la parte che eccede la soglia di euro 2.000”; e se negativa oltre 2.000, si riporta l’eccedenza come minusvalenza. PF2_istruzioni_2026
- poi aggiungono che in RT57 col.2 va indicata anche la differenza positiva relativa alla parte dal 2025 (col.3 meno col.4), senza richiamare la soglia. PF2_istruzioni_2026
Operativamente: il 2025 è un anno “a doppia logica”, e le istruzioni lo materializzano in un rigo che contiene due mondi.
Il “costo zero” come bomba fiscale silenziosa
Tra le righe più nette delle istruzioni, ce n’è una che vale più di molte circolari: il costo va documentato “con elementi certi e precisi”; in mancanza il costo è pari a zero. PF2_istruzioni_2026
È un punto che, nel cripto, pesa doppiamente: storicità dei movimenti, passaggi tra wallet, conversioni multiple, operatività su più exchange. Se non ricostruisci bene il costo, il modello non ti perdona.
Proventi da detenzione: tassazione “secca” senza deduzioni
Le istruzioni distinguono le plusvalenze (cessione/permuta) dai proventi derivanti dalla detenzione e scrivono esplicitamente che questi proventi, se percepiti nel periodo, sono tassati “senza alcuna deduzione”. PF2_istruzioni_2026
È un altro esempio di approccio “per categoria”: utile per compilare, meno utile per capire davvero cosa ricade qui nelle varie forme di remunerazione tipiche del mondo cripto (tema che, di solito, è più operativo che teorico).
Rideterminazione del valore (1/1/2023 e 1/1/2025): semplifica, ma al prezzo di altre rinunce
Le istruzioni ricordano la facoltà di assumere, in luogo del costo storico, il valore al 1° gennaio 2023 e/o 1° gennaio 2025, determinato ai sensi dell’art. 9 TUIR. PF2_istruzioni_2026
Poi mettono un paletto decisivo: se ridetermini, l’assunzione del valore “rideterminato” non consente il realizzo di minusvalenze utilizzabili. PF2_istruzioni_2026
E, nella sezione dedicata alla rideterminazione al 1/1/2025, specificano anche l’imposta sostitutiva 18%, la scadenza di versamento (entro 30 novembre 2025) e la possibilità di rateizzare fino a tre rate con interessi. PF2_istruzioni_2026
Minusvalenze: pregresse e certificate, con il “muro” del quarto anno
Sul fronte minusvalenze, le istruzioni richiamano la logica “classica” del RT:
- RT43: minusvalenze anni precedenti da riportare in compensazione;
- RT44: eccedenze certificate dagli intermediari anche se riferite ad anni precedenti ma non oltre il quarto. PF2_istruzioni_2026
(Tradotto: anche nel cripto, quando ci sono certificazioni/intermediari, il modello prova ad agganciare il dato ai binari temporali tipici dei redditi diversi.)
Tre errori ricorrenti (e perché il modello li incentiva)
- Pensare che “percepito” significhi “prelevato”: le istruzioni parlano di corrispettivi “percepiti nel periodo” e ci costruiscono sopra la distinzione ante/post 2025. PF2_istruzioni_2026
- Sottovalutare il costo: senza “elementi certi e precisi”, il costo diventa zero. PF2_istruzioni_2026
- Trattare la separazione ante/post come un mero dettaglio: invece è il cuore del calcolo (RT41/RT42 → RT57) e incide sulla soglia 2.000 per il pre-2025. PF2_istruzioni_2026
Quadro RT cripto 2026: più istruzioni più incertezze
FAQ (SEO-friendly)
La soglia 2.000 euro vale ancora nel 2025 (dichiarazione 2026)?
Sì, ma solo per le cessioni fino al 31/12/2024; dal 1/1/2025 le plusvalenze rilevano senza limite.
Perché RT distingue cessioni ante 1/1/2025 e cessioni 2025?
Perché RT41–RT45 calcolano il reddito su corrispettivi percepiti nel periodo distinguendo le due finestre temporali di cessione. PF2_istruzioni_2026
Come si calcola la plusvalenza cripto secondo le istruzioni?
Differenza tra corrispettivo percepito (o valore normale in permuta) e costo/valore di acquisto.
Se non ho documenti sul costo di acquisto?
Le istruzioni sono nette: in mancanza di elementi certi e precisi, il costo è pari a zero.
I proventi da detenzione si possono “abbattere” con costi?
No: i proventi da detenzione percepiti nel periodo sono tassati senza alcuna deduzione.
La rideterminazione del valore aiuta sempre?
Dipende: può semplificare il costo, ma l’uso del valore rideterminato non consente il realizzo di minusvalenze utilizzabili.
