La crisi di impresa è stata oggetto di riforma con il D.Lvo 14/19, che, tra le altre cose, ha modificato l’art. 2086 del cc ed anche la responsabilità degli amministratori, ex art. 2476, comma 6 cc.

Nella nostra cultura siamo abituati, o siamo stati abituati, a leggere le crisi aziendali a consuntivo, mai, o poco ci siamo occupati della visione qualitativa e preventiva della crisi aziendale.

Nella cultura anglosassone, già da tempo esiste una corrente di pensiero legata al concetto di “Balance Scorecard”, ossia una visione strategica dell’impresa. Le imprese per raggiungere i loro obiettivi economico-finanziari vanno analizzate nelle quattro prospettive proposte, per la prima volta, da Kaplan e Norton nella BSC.

Dal 16 marzo u.s. è in vigore l’art. 2476, comma 6 del cc, che rende responsabili gli amministratori per le obbligazioni sociali, se gli stessi non hanno adempiuto all’obbligo di salvaguardare il patrimonio aziendale anche, ex art. 2086 cc, dotando la società di adeguati assetti organizzativi atti ad intercettare la crisi di impresa e quindi la salvaguardia della continuità aziendale.

La crisi aziendale deriva spesso da una contrazione di ricavi, da costi eccessivi, spesso dalla combinazione di entrambi, da marginalità inadeguate ecc ecc. La causa della contrazione dei ricavi potrebbe essere ricercata dalla riduzione del numero dei clienti, perchè non abbiamo capito le loro esigenze. Quindi in questa nuova ottica, occorre cercare un causa effetto tra riduzione dei clienti e riduzione ricavi, come mai sono diminuiti? La bsc è uno strumento innovativo che collega la strategia ai risultati operativi, per ottenere un risultato economico devo mettere in atto una strategia, che prima di tutto, deve essere esplicitata: cosa voglio essere? dove voglio andare? quali bisogni voglio soddisfare? come lo voglio fare?

Il dott. Esposito ha maturato una buona esperienza nel controllo di gestione.