L’obbligo di dotarsi di un POS e, quindi, di accettare il pagamento con carta di credito o Bancomat era stato introdotto in primis dal decreto Crescita del governo Monti [Dl n. 179/2012]. Questo decreto non prevedeva alcuna sanzione per chi trasgrediva tale norma.

Con la Legge di Stabilità 2016 veniva introdotta la sanzione amministrativa, fino a 30 euro a commercianti e professionisti restii alla moneta elettronica. Nello specifico, la multa veniva comminata a chiunque rifiutava «di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato», come stabilito dal Codice penale.

Il parere del Consiglio di Stato (depositato il 01.06.2018) cambia (è il caso di dirlo) le «carte» in tavola. Se prima un consumatore era legittimato a pretendere di poter pagare con carta di credito o Bancomat una spesa di almeno 5 euro pena la multa del commerciante o del professionista per non avere il POS, ora questi ultimi sono, a loro volta, legittimati a rifiutare quei pagamenti perché, tanto, non dovranno versare alcuna sanzione amministrativa, cioè non saranno tenuti a pagare una multa che chiedono a quel consumatore di pagare in contanti. Certo è che il Consiglio di Stato non ha detto esplicitamente che il POS non sia obbligatorio: ha detto «niente sanzioni per chi non ce l’ha». Il che, nella pratica, è la stessa cosa: perché spendere nell’acquisto e nella manutenzione di un apparecchio che posso anche non utilizzare visto che nessuno verrà a farmi la multa?

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