Con l’Interpello n. 911-558-2021, l’agenzia delle entrate ribadisce il suo pensiero sulla tassazione delle criptovalute, mentre lascia nel buio la tassazione di molte fattispecie, che oggi caratterizzano il comparto; parliamo, ad esempio, del trading di criptovalute, il lending, sul quale, l’agenzia risponde prendendo ad esempio solo i c.d CFD, o contratti per differenza, che afferma si tassano come redditi di capitale ex art. 67 TUIR. Anche in merito allo staiking tutto tace. Alla luce di questa nuova risposta, quindi, l’unica fattispecie tassata è quella che assimila le criptovalute a valute estere, con la conseguenza che esiste materia imponibile solo qualora, per sette giorni consecutivi, nel periodo di imposta, si detiene critpovalute per un valore superiore ai 51mila euro e qualche spicciolo e sempre che tale detenzione avvenga per un periodo, consecutivo di sette giorni.

Credo che sia un pochino carente la risposta e sicuramente si dovrà intervenire sulla materia.

Ti ricordiamo della prossima scadenza fiscale, dove dovrai dichiarare anche le tue criptovalute, anche se solo detenute. Non incorrere in sanzioni, contattaci!