⚖️ Guida fiscale 2026
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Dichiarazione fiscale cripto-asset (RW+RT):
guida completa 2026
In sintesi: se possiedi cripto-asset devi compilare il Quadro RW (monitoraggio del possesso al 31/12). Se le hai anche vendute realizzando una plusvalenza, devi compilare anche il Quadro RT (tassazione al 33% dal 2026). Sono due obblighi distinti che si sovrappongono spesso. Ignorarne uno anche solo parzialmente comporta sanzioni e rischio accertamento.
Quadro RW e Quadro RT: qual è la differenza?
Quadro RW
Monitoraggio fiscale
- Dichiara il possesso di cripto-asset al 31/12
- Obbligatorio anche se non hai venduto nulla
- Riguarda exchange, wallet, DeFi, NFT, staking e qualsiasi cripto-asset
- Include il calcolo dell'IVAFE (0,2% sul valore medio)
- Sanzione omissione: 3%–15% del valore
Quadro RT
Plusvalenze e capital gain
- Dichiara i guadagni dalla cessione di cripto-asset
- Obbligatorio solo se hai realizzato plusvalenze
- Aliquota 33% dal 1° gennaio 2026
- Minusvalenze compensabili nei 4 anni successivi
- Cessione in fiat o tra cripto-asset con diverse caratteristiche = evento tassabile
💡 Caso frequente: hai acquistato cripto-asset nel 2022 e non hai mai ceduto. Devi compilare solo il RW. Se nel 2026 cedi in euro e realizzi un guadagno, dovrai compilare anche il RT nella dichiarazione 2027.
Quando compilare cosa
🔒
Possiedi cripto, non hai venduto
Hai BTC, ETH o altri cripto-asset al 31/12 ma non hai effettuato vendite nell'anno.
Solo RW
💸
Hai venduto con plusvalenza
Hai ceduto cripto-asset in euro ricavando più di quanto hai pagato. Hai realizzato un capital gain.
RW + RT
📉
Hai venduto in perdita
Hai ceduto cripto-asset sotto il prezzo di acquisto. La minusvalenza va documentata.
RW + RT (perdita)
🔄
Hai scambiato cripto-asset con diverse caratteristiche
Hai convertito cripto-asset in valuta fiat, e-money token, o in cripto-asset con caratteristiche e funzioni differenti. Non tutti gli scambi tra cripto-asset sono eventi tassabili: dipende dalla natura e funzione degli asset coinvolti.
RW + RT
⛏️
Staking, airdrop, yield
Hai ricevuto ricompense da staking, DeFi o airdrop. Sono redditi diversi da cripto-asset che vanno dichiarati nel Quadro RT, con obbligo di RW per il monitoraggio del possesso.
RW + RT
🏢
Sei un'impresa
Le cripto in bilancio aziendale seguono regole diverse (OIC, IFRS). Non si usa il quadro RT.
Regime impresa
Esempio pratico: come si calcola l'imposta
📄 Caso pratico — Luca vende 0,3 BTC nel 2026
Prezzo di vendita (0,3 BTC × €85.000)
€25.500
Costo di acquisto documentato
€9.200
Plusvalenza (ricavo − costo acquisto)
€16.300
Imposta sostitutiva 33% (Quadro RT 2026)
€5.379,00
Minusvalenza anni precedenti recuperabile
se documentata: riduce l'imposta
⚠️ Attenzione: senza documentare correttamente il costo di acquisto (data, prezzo, exchange), l'Agenzia delle Entrate può considerare il costo pari a zero — tassando l'intero importo di vendita al 33%. Le commissioni di exchange non sono deducibili dal calcolo della plusvalenza.
5 errori più comuni nella dichiarazione cripto
1
Compilare solo il RT dimenticando il RW
Molti dichiarano correttamente le plusvalenze nel RT ma dimenticano il monitoraggio RW. Sono due sanzioni separate: l'una non copre l'altra.
2
Non documentare il costo di acquisto
Senza prove del prezzo pagato (estratto exchange, email di conferma, CSV), il costo viene azzerato e l'imposta calcolata sull'intero ricavo. Archivia tutto. Nota: le commissioni di exchange non sono deducibili dal calcolo della plusvalenza.
3
Ignorare gli scambi tassabili tra cripto-asset
Non tutti gli scambi tra cripto-asset sono tassabili, ma quelli in valuta fiat, verso e-money token o tra cripto-asset con differenti caratteristiche e funzioni lo sono. Confondere le due categorie — in eccesso o in difetto — è un errore frequente e costoso.
4
Non portare in deduzione le minusvalenze
Se hai subito perdite, non averle dichiarate significa perdere la possibilità di compensarle con future plusvalenze. Il RT in perdita va comunque compilato.
5
Usare il metodo di calcolo sbagliato
Il metodo LIFO, FIFO o costo medio ponderato producono risultati molto diversi. La scelta del metodo corretto può ridurre significativamente l'imposta dovuta.
FAQ — Domande frequenti
Il Quadro RW serve per il monitoraggio fiscale: si dichiara il possesso di cripto-asset al 31 dicembre, anche senza cessioni. Il Quadro RT dichiara le plusvalenze realizzate dalla cessione. Sono obblighi distinti: puoi avere solo RW oppure entrambi.
Il Quadro RT va compilato ogni volta che si realizza una plusvalenza (o minusvalenza) dalla cessione di cripto-asset. Dal 2026 l'aliquota è del 33%. Va compilato anche in perdita, per poter riportare le minusvalenze nei 4 anni successivi.
Plusvalenza = corrispettivo di vendita − costo di acquisto. Le commissioni di exchange non sono deducibili. Il costo medio ponderato è spesso il metodo più corretto e difendibile in caso di acquisti multipli nel tempo.
Non tutti gli scambi generano tassazione. È evento tassabile la cessione in valuta fiat, lo scambio con e-money token e lo scambio tra cripto-asset con caratteristiche e funzioni differenti. Lo scambio tra cripto-asset omogenei può non costituire realizzo. Fanno eccezione i token MiCA denominati in euro.
Sì. Le minusvalenze su cripto-asset possono essere compensate con plusvalenze dello stesso anno o riportate nei 4 anni successivi. È fondamentale documentarle e dichiararle nel Quadro RT anche quando non si paga imposta.
Sì, anche staking, yield farming e airdrop generano obbligo di RW + RT. Sono redditi diversi da cripto-asset (D.Lgs. 209/2023) che vanno dichiarati nel Quadro RT. In aggiunta, il possesso dei token va monitorato nel Quadro RW. La corretta classificazione richiede analisi caso per caso.
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